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PENJIKENT

  • Coordinate geografiche: 39°30′N 67°37′E
  • Significato in persiano: Cinque città
  • Altitudine: 996 m
  • Lingua ufficiale: Tagico
  • Lingue parlate: Russo, Uzbeko, ecc.
  • Gruppi etnici: Tagichi, Uzbeki, Russi, ecc.
  • Popolazione: 42.800 (dato del 2019)
  • Fuso orario: UTC+5
  • Prefisso telefonico: +992 34
  • Codici postali: 735XXX
  • Targa veicoli: 02

Penjikent: l'antica città sogdiana del Tagikistan

Penjikent è il centro amministrativo del distretto di Penjikent, situato nella regione di Sughd, in Tagikistan. La città si trova nella valle dello Zarafshan, sulla riva sinistra dell’omonimo fiume, a 900 metri di altitudine. Le sue coordinate geografiche la pongono 48 km a est di Samarcanda, 240 km a nord-ovest di Dushanbe e 270 km a sud-ovest di Khujand. Penjikent è famosa per i suoi siti archeologici, monumenti architettonici e paesaggi lungo il fiume Zarafshan.

Origine del nome

Il nome dell'antica Penjikent appare nei manoscritti sogdiani ritrovati sul Monte Mugh e su antiche monete sogdiane. Il termine deriva dal persiano "Panj" (cinque) e può essere interpretato come "Città delle Cinque" o "Pentapoli", probabilmente riferendosi a cinque insediamenti principali della regione. Secondo il libro Il mistero dei nomi geografici di Ivan Sergeyev, su una vecchia mappa del Governatorato Generale del Turkestan, la città è segnata con il nome "Panjshambe", che in persiano significa "giovedì", indicando che il giorno del mercato cittadino si teneva in questa giornata della settimana.

Storia

A 15 km a ovest di Penjikent, vicino al confine con l'Uzbekistan, si trova il sito archeologico di Sarazm, un insediamento risalente al Neolitico e all’Età del Bronzo (3400 a.C. - III millennio a.C.). Sarazm è stato il primo centro agricolo a nord del fiume Amu Darya, con forti legami culturali con le civiltà del Vicino Oriente antico. L'antica Penjikent (V–VIII secolo d.C.) Sul lato sud-orientale della moderna città si trovano le rovine dell'antica Penjikent, costruita su una terrazza sopraelevata lungo il fiume Zarafshan. Questo sito, risalente all’epoca pre-islamica, era un centro culturale e commerciale del regno sogdiano. Gli scavi, iniziati nel 1947, furono diretti da Boris Marshak (1978-2006), portando alla luce una città ricca e fortificata, con templi, case nobiliari e affreschi straordinari. Secondo lo storico S.G. Khmelnitsky, Penjikent divenne la capitale dell'Alto Zarafshan nel V secolo, quando il temporaneo declino di Samarcanda spinse parte della sua popolazione a spostarsi in zone più sicure tra le montagne.

Rivolta contro la conquista araba

Nel VII-VIII secolo, il regno sogdiano di Penjikent era governato da importanti leader, tra cui: Afshin Chekin Chur Bilge (680-709 d.C.) Ikhshid Devashtich (709-722 d.C.), genero di Chekin Chur Bilge Durante questo periodo, gli Arabi conquistarono la regione, e Devashtich guidò una ribellione contro gli invasori, ma fu sconfitto nel 722 d.C. dopo essere stato ingannato e costretto a lasciare la fortezza di Mugh, ultimo bastione della resistenza sogdiana. La ribellione proseguì con altre insurrezioni nel 728-729 d.C., e molti Sogdiani combatterono persino nella rivolta di An Lushan in Cina. Tuttavia, la dinastia sogdiana fu definitivamente soppressa nel 750 d.C. dal generale persiano Abu Muslim.

Epoca Medievale e Periodo Sovietico

Nel Medioevo, la valle dello Zarafshan era conosciuta come "Sogd di Samarcanda", e Penjikent continuò a essere un importante centro regionale. Durante l'Emirato di Bukhara, la città divenne il centro del Bekdom di Penjikent. Con l’istituzione della Repubblica Socialista Sovietica Tagika, divenne la capitale dell’omonima provincia. 28 novembre 1938: Penjikent ottiene lo status di insediamento urbano. 1953: Diventa ufficialmente città.

Patrimonio Architettonico

Uno dei monumenti più importanti di Penjikent è il Mausoleo di Muhammad Bashoro (XII-XIV secolo), situato a 37 km dalla città, in una valle pittoresca delle montagne Zarafshan.

Importanza Culturale

A 60 km a est di Penjikent, nel villaggio di Panjrud, nacque il poeta e musicista Abu Abdullah Jafar ibn Muhammad Rudaki, considerato il padre della letteratura tagico-persiana.

Scavi Archeologici

Gli scavi di Penjikent iniziarono nel 1946, guidati da A.Yu. Yakubovsky, e rivelarono una città fortificata composta da: Shahristan (città principale) Kuhendiz (cittadella con il palazzo del sovrano) Rabad (suburbi con quartieri artigiani e agricoli) Necropoli con ossari sogdiani Gli scavi hanno portato alla luce: Templi e palazzi con affreschi raffiguranti feste, battaglie ed epiche sogdiane Sculture in legno e argilla Monete di bronzo e argento con iscrizioni sogdiane Iscrizioni in sogdiano e arabo

XXI secolo: Espansione urbana

Secondo il piano di sviluppo, entro il 2035, la città di Penjikent si espanderà quattro volte, passando da 6,86 km² a 28,34 km² e inglobando i villaggi vicini. Le nuove aree urbane si estenderanno su entrambe le rive del fiume Zarafshan.

Trasporti

Penjikent è collegata a: Dushanbe (240 km) tramite la strada Ayni-Penjikent Khujand (270 km) Samarcanda (48 km, in Uzbekistan) Nel 2015, con investimenti nazionali ed esteri, è stata ricostruita la strada Ayni-Penjikent, migliorando i collegamenti con Dushanbe e facilitando il trasporto in inverno grazie ai tunnel Shakhristan e Istiklol (ex Anzob).

Conclusione

Penjikent è una delle città più antiche e culturalmente significative dell'Asia Centrale. Con le sue rovine sogdiane, il Mausoleo di Muhammad Bashoro e la vicinanza al villaggio di Rudaki, la città rappresenta un tesoro storico del Tagikistan e un'importante destinazione per archeologi e viaggiatori interessati alla Via della Seta.