Destination

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BOYSUN

  • Coordinate geografiche: 38°12'44" N, 67°11'56" E
  • Altitudine: 1217 m
  • Lingue diffuse: uzbeko
  • Lingua ufficiale: uzbeko
  • Popolazione: 23.700 (2020)
  • Nazionalità: uzbeki, tagiki
  • Fuso orario: UTC+5
  • Prefisso telefonico: +998 76
  • Codice postale: 1904XX
  • Codice di immatricolazione veicoli: 75–79

Boysun (uzbeko: Boysun, russo: Байсун, traslitterato: Baysun) è una città situata nella regione di Surxondaryo, in Uzbekistan, ed è il centro amministrativo del distretto di Boysun. La sua popolazione, registrata a 16.732 abitanti nel censimento del 1989, è cresciuta fino a circa 27.600 nel 2016.

Panoramica storica

Boysun è uno degli insediamenti abitati ininterrottamente più antichi della regione di Surxondaryo. Situata a nord-ovest di Boysun, nei monti Teshiktosh, l’area è stata sede di attività umana per circa 5.000 anni. Tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., qui sorgeva un insediamento fortificato chiamato Poikalon. Dal VI al XIII secolo, la regione ospitò la città di Bosand, una parte importante dell’antica area storica di Chaghaniyan.

Bosand è menzionata in testi storici come il Libro delle Strade e dei Regni di Abu Ishaq al-Istakhri e l’Hudud al-'Alam, dove viene descritta come una città popolosa e militarizzata. Situata strategicamente lungo la via commerciale che collegava Chaghaniyan con Samarcanda attraverso la Porta di Ferro, Bosand prosperò come centro di commercio e cultura. Le prove archeologiche mostrano che Bosand fu abitata ininterrottamente dall’antichità fino al periodo islamico e che, durante la sua ricostruzione più tarda, fu protetta da mura difensive.

Boysun è anche nota per la grotta di Teshik-Tash, dove fu scoperta la sepoltura di un bambino di Neanderthal, attirando l’attenzione mondiale. Nelle vicine montagne di Kugitang, pitture rupestri del Mesolitico raffiguranti una “caccia magica al toro” testimoniano ulteriormente l’antichissima presenza umana nella regione.

Il cosiddetto tesoro di Boysun, citato nello Zafarnama, è un’ulteriore prova dell’importanza storica dell’area. Durante il XIX secolo, Boysun era uno dei tre beklik (suddivisioni amministrative) dell’Emirato di Bukhara nella regione di Surxondaryo, abitato principalmente dalla popolazione uzbeka autoctona.

Etimologia

Il nome Boysun deriva dalle antiche parole turche boy e sin, che significano “grande montagna” o “montagna maestosa”. Tra le tribù turche, le montagne erano spesso considerate sacre e spesso richiamate nei toponimi. Secondo la tradizione locale, il nome Biysun (una variante di Boysun) significherebbe “dimora dei potenti” o “insediamento dei forti”, riflettendo la forza degli antichi abitanti turchi della regione.

Geografia

Boysun si trova in una valle circondata da colline e dalla cresta del Boysuntoq, parte della catena del Gissar. In questa zona, la cresta raggiunge i 3.100 metri di altitudine, con quote ancora più elevate verso ovest. Il paesaggio è spettacolare, con distese erbose e formazioni rocciose, anche se la regione è prevalentemente arida.

Clima

Boysun ha un clima mediterraneo (Köppen: Csa), con estati calde e secche e inverni freschi. Le precipitazioni sono scarse e irregolari: l’autunno è la stagione più piovosa, mentre l’estate rimane estremamente secca.

Trasporti

La strada principale che attraversa Boysun è la Route P-105, che collega la città alle principali strade e ad altri centri urbani.

  • Verso ovest, si collega con l’autostrada M39 nei pressi di Shorab, offrendo accesso a Dehqonobod, Gʻuzor, Shahrisabz e Samarcanda.
  • Verso sud, conduce ad Akkurgon e Termez.
  • Verso est, collega Boysun con Shoʻrchi e Qumqoʻrgʻon.

Lista propositiva del Patrimonio Mondiale UNESCO

Boysun è stata inserita nella Lista Propositiva del Patrimonio Mondiale UNESCO il 18 gennaio 2008, nella categoria mista (culturale e naturale). Questo riconoscimento evidenzia la sua straordinaria combinazione di valore storico e naturale.

Paleoantropologia e archeologia

Nel 1938–1939, l’archeologo sovietico A.P. Okladnikov scoprì la grotta di Teshik-Tash nei monti Baysuntau. Al suo interno fu rinvenuta la sepoltura di un bambino di Neanderthal, una delle scoperte più importanti del suo genere.

Un altro sito significativo è la grotta di Machai, risalente al Paleolitico Medio e al Mesolitico, esplorata per la prima volta nei primi anni ’30 da Gavriil Vasilyevich Parfenov.

Nel 1991, l’archeologo Edward Rtveladze guidò scavi sul monte Susiztag, portando alla luce la fortezza di Uzundara, un sito ellenistico del III–II secolo a.C. Inoltre, nel 2003, una squadra della spedizione scientifica di Baysun, guidata da L. Sverchkov, scoprì una fortezza vicino a Kurganzol. Questa struttura, costruita nella Battriana settentrionale alla fine del IV secolo a.C., viene attribuita ad Alessandro Magno.

Festival “Boysun Bahori” – Una celebrazione del patrimonio culturale dell’Uzbekistan

Il festival “Boysun Bahori” (“Primavera di Boysun”) è un evento culturale internazionale annuale che si tiene nella pittoresca cittadina di Boysun, nel cuore della regione di Surkhandarya, nel sud dell’Uzbekistan.

A prima vista, Boysun può sembrare una semplice cittadina montana circondata da una natura suggestiva. Tuttavia, la sua vera magia si svela dietro i cancelli decorati con antiche piastrelle in ceramica. Questi cancelli non conducono a monumenti storici lasciati da dinastie regnanti, ma alle case e alle famiglie degli abitanti locali. Ed è proprio qui che si trova il più grande tesoro della città: la sua gente, che conserva con cura usanze, rituali e tradizioni tramandate dagli antenati.

Ciò che rende questa autenticità particolarmente affascinante è la profondità delle sue radici, che risalgono a tempi antichissimi, persino precedenti all’avvento dell’Islam. In quei periodi, lo zoroastrismo, con il suo culto degli elementi naturali, dominava la regione oggi conosciuta come Uzbekistan.

Il festival folkloristico “Boysun Spring” si svolge in questo scenario incantevole, ai piedi della catena montuosa del Ketmen-Chapty. Sebbene molte città montane nel mondo siano note per il loro stile di vita tradizionale, l’unicità di questo festival risiede nel fatto che il folklore qui celebrato non è stato ricostruito artificialmente, ma rappresenta una parte organica della vita quotidiana, trasmessa di generazione in generazione.

Pochi luoghi al mondo possono vantare un patrimonio riconosciuto dall’UNESCO come “Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità”.

Come suggerisce il nome, il festival si svolge in primavera, quando la natura si risveglia dal torpore invernale, coprendo la terra di erba verde smeraldo e riempiendo l’aria del profumo degli alberi in fiore. Il sole caldo accoglie i visitatori, invitandoli a trascorrere lunghe ore all’aperto tra festa e relax.

Durante il festival, ai piedi delle montagne vengono montate yurte che formano un villaggio temporaneo. Queste yurte ospitano:

  • ensemble folkloristici
  • narratori e poeti bakhshi
  • improvvisatori akyn

provenienti da tutto l’Uzbekistan e dall’Asia Centrale, quasi come antichi nomadi.

Gli artigiani locali espongono le loro creazioni raffinate e organizzano masterclass per condividere i segreti del proprio mestiere.

Anche la cucina uzbeka, profondamente intrecciata con l’identità culturale del Paese, viene presentata in tutta la sua ricchezza. Gli amanti della gastronomia troveranno qui un vero paradiso, con numerosi piatti tradizionali cucinati in grandi calderoni su fuochi aperti. Gli ospiti possono gustare:

  • plov
  • shurpa
  • dimlama
  • lagman
  • e molte altre specialità che definiscono il patrimonio culinario uzbeko.

Il festival affascina anche gli appassionati di sport e giochi tradizionali. Gli incontri di lotta kurash e le competizioni equestri come il kupkari donano energia e vitalità all’evento, mostrando la ricchezza culturale della regione.

Nel 2022, il festival “Boysun Bahori” ha celebrato il suo 20º anniversario, segnando due decenni di valorizzazione e conservazione di questo straordinario patrimonio culturale.