Andijan, situata in Uzbekistan, è il centro amministrativo, economico e culturale della regione di Andijan. Con una superficie di 74 km², è una città di livello distrettuale e il centro urbano più densamente popolato dell’Uzbekistan, con 747.800 abitanti nel 2024 e una densità di circa 10.000 persone per km². Si trova nella parte sud-orientale della Valle di Fergana, vicino al confine con il Kirghizistan, in una regione geopoliticamente sensibile.

Con una storia di oltre 2.500 anni, Andijan è una delle città più antiche non solo dell’Uzbekistan ma anche della Valle di Fergana. Le evidenze archeologiche indicano attività umana già nel VII–VIII secolo a.C. Storicamente, la città era un importante nodo della Via della Seta, facilitando scambi commerciali e culturali.
La città è famosa come luogo di nascita di Babur, fondatore dell’Impero Moghul nel subcontinente indiano. Tuttavia, è anche nota per la tragedia del 2005, conosciuta come il Massacro di Andijan, quando le forze governative aprirono il fuoco sui manifestanti causando centinaia di vittime.
Durante il periodo sovietico, Andijan divenne un importante centro industriale, producendo prodotti chimici, elettrodomestici, elettronica, mobili, prodotti alimentari, macchinari agricoli, utensili, scarpe e sedie a rotelle. La città si trova in una zona sismica attiva e fu gravemente colpita dal terremoto del 1902, il più distruttivo in Uzbekistan nel XX secolo.

L’etimologia del nome “Andijan” non è certa. Geografi arabi del X secolo la chiamavano “Andukan”, “Andugan” o “Andigan”. Alcune teorie collegano il nome a tribù turche come Andi o Adoq/Azoq.
Essendo una delle città più antiche della Valle di Fergana, Andijan ha un grande valore archeologico. La sua posizione strategica la rese un importante centro commerciale lungo la Via della Seta.
Nel XVIII secolo, la capitale del Khanato di Kokand fu trasferita da Andijan a Kokand. Nel XIX secolo, l’Impero Russo conquistò l’Asia Centrale e annesse la città nel 1876.
Nel 1898 la città fu il centro della rivolta guidata dal leader sufi Madali Ishan. I ribelli attaccarono le caserme russe, causando vittime tra i soldati. La repressione fu dura: 18 partecipanti furono giustiziati e 360 esiliati.

Il 16 dicembre 1902 un forte terremoto distrusse circa 30.000 abitazioni e causò circa 4.500 morti.
Dopo il 1917, Andijan si sviluppò rapidamente come centro industriale della Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka.
Durante la Seconda guerra mondiale, la città accolse rifugiati provenienti da altre regioni dell’URSS, inclusi ebrei fuggiti dall’Europa occupata dai nazisti.

Negli anni ’90, dopo il crollo dell’URSS, la regione attraversò una crisi economica e instabilità politica, aggravata dalla chiusura dei confini e dalla crescita del fondamentalismo islamico.
Andijan si trova a 450 metri sul livello del mare, nella parte sud-orientale della Valle di Fergana, vicino al confine con il Kirghizistan. Dista circa 22 km da Asaka e 68,6 km da Namangan.
Il clima è semi-arido freddo (BSk), con inverni freddi ed estati calde. Le precipitazioni sono scarse (circa 232 mm annui). L’area ha circa 210 giorni senza gelo, ideali per coltivazioni come cotone, gelsi e agrumi.

La città presenta una vegetazione varia con alberi ornamentali, subtropicali e da frutto. Tra le specie principali:
Nel 2022 la popolazione era di 458.500 abitanti, con prevalenza di uzbeki.
Andijan è un importante centro economico fin dal XV secolo. Dopo l’annessione russa, la città si sviluppò rapidamente grazie alla ferrovia (1889).
Oggi conta:
Produce: elettronica, chimica, elettrodomestici, macchinari agricoli, mobili e altro.

Esistono diverse teorie:
Andijan è un importante centro educativo con:
Inoltre: scuole, licei, collegi, scuole artistiche e sportive.

Il principale monumento è il complesso della Moschea Jame (1883–1890), che comprende moschea, madrasa e minareto.

La maggior parte della popolazione è musulmana sunnita.
Sono presenti anche comunità cristiane, tra cui:
Figure importanti legate alla città: