Destination

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MUYNAK

  • Coordinate geografiche: 40°05′03″ N, 65°22′45″ E
  • Altitudine: 55 m
  • Lingue diffuse: uzbeko, karakalpako, russo
  • Lingue ufficiali: uzbeko, karakalpako
  • Popolazione: 215.400 (2020)
  • Nazionalità: karakalpaki, uzbeki, russi, tatari
  • Fuso orario: UTC+5
  • Prefisso telefonico: +998 61 322
  • Codici postali: 2308XX
  • Codice di immatricolazione veicoli: 95–99
Moynaq, conosciuta anche come Muynak (karakalpako: Мойнақ; russo: Муйнак; uzbeko: Moʻynoq), è una città situata nella parte settentrionale del Karakalpakstan, repubblica autonoma dell’Uzbekistan. È il centro amministrativo del distretto di Moynaq. Un tempo importante porto sul Mar d’Aral, oggi Moynaq si trova a circa 150 chilometri dall’acqua, nel territorio che è ormai diventato il deserto di Aralkum, ed è diventata una delle mete simbolo del cosiddetto disaster tourism. La città ospita inoltre il più grande festival di musica elettronica dell’Asia Centrale.

Storia

Il 15 novembre 1933, una risoluzione del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso conferì al villaggio di Muynak lo status di insediamento operaio. All’epoca, Muynak faceva parte della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Kara-Kalpak, che a sua volta apparteneva alla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (RSFSR). Negli anni ’50, Muynak fu designata come insediamento di tipo urbano, e nel 1963 ottenne ufficialmente lo status di città. Era una delle sole due città situate sulle rive del Mar d’Aral, insieme ad Aralsk.

Il declino del Mar d’Aral

Negli anni ’60, furono costruiti canali di irrigazione a partire dal fiume Amu Darya per sostenere la coltivazione del cotone. Questa deviazione delle acque ridusse drasticamente l’afflusso al Mar d’Aral, provocandone il rapido ritiro. Fino alla metà degli anni ’80, Muynak era un prospero porto peschereccio situato sulla costa meridionale del Mar d’Aral. La città ospitava la fabbrica conserviera di pesce di Muynak, una delle principali imprese della regione e uno dei più grandi impianti di lavorazione del pesce dell’ex Unione Sovietica. Negli anni ’80, per mantenere operativa la fabbrica, venivano trasportati a Muynak pesci congelati dalla Russia. Tuttavia, all’inizio degli anni ’90, la fabbrica cessò le attività, causando una grave disoccupazione. Molti abitanti iniziarono così a lasciare la città per trasferirsi a:
  • Nukus
  • Kungrad
  • altri centri vicini

Crisi ecologica e sanitaria

Con il progressivo prosciugamento del mare, tempeste di polvere e sale divennero sempre più frequenti, causando numerosi problemi di salute tra la popolazione, tra cui:
  • malattie gastrointestinali
  • problemi cutanei
  • disturbi agli occhi
Anche il livello della falda acquifera si abbassò, accelerando il processo di desertificazione. Le sorgenti naturali della zona divennero imbevibili a causa dell’elevata concentrazione di pesticidi, trascinati nell’Amu Darya dai campi di cotone. Il porto un tempo fiorente di Muynak si trasformò così in un vero e proprio “cimitero di navi”, con imbarcazioni arrugginite abbandonate sul fondale ormai asciutto. A causa del ritiro del Mar d’Aral, Muynak si trova oggi a circa 100 chilometri dalla linea di costa. Quello che un tempo era il fondale del mare — famoso per le sue spiagge sabbiose, la ricca pesca e la sua immensa estensione — si è trasformato in un deserto chiamato dagli abitanti locali Aralkum, considerato il corrispettivo del deserto del Kyzylkum. Dove un tempo navigavano le navi, oggi rimangono soltanto relitti arrugginiti bloccati nell’ex porto di Muynak. Nel 2011, Muynak si trovava:
  • a circa 100 km dalla parte occidentale (più profonda) del Mar d’Aral meridionale
  • a circa 180 km dalla parte orientale, più bassa
La parte orientale del mare, essendo più superficiale, si è ritirata molto più rapidamente. A metà degli anni ’90, la costa orientale si trovava ancora a circa 45 km dalla città; nei primi anni 2000, si era già allontanata fino a 100 km.

Sviluppi recenti

Nel 2008, la società Petro Alliance effettuò perforazioni esplorative per petrolio e gas sul vecchio fondale del Mar d’Aral, ottenendo risultati positivi. Il gas scoperto nella regione è di alta qualità, con un contenuto molto basso di idrogeno solforato. Il 20–21 gennaio 2017, iniziò la costruzione di un sistema di approvvigionamento idrico che collega Kungrad a Muynak. Il progetto:
  • è costato 26,6 miliardi di som uzbeki
  • si estende per 101 chilometri
  • è stato completato in cinque mesi
Oggi fornisce acqua potabile pulita a oltre 25.000 residenti. È inoltre in corso un’estensione dell’acquedotto da Muynak a Uchsay, lunga ulteriori 1,51 chilometri.

Turismo

Dalla metà degli anni 2000, Muynak è diventata una destinazione sempre più popolare per turisti provenienti da tutto il mondo. L’afflusso di visitatori è aumentato in modo significativo soprattutto a partire dal 2016. Oggi Muynak rappresenta un punto di partenza fondamentale per:
  • turisti
  • ricercatori
  • esploratori
interessati a visitare le regioni desolate dell’ex Mar d’Aral. La città funge anche da base per spedizioni fuoristrada verso le coste settentrionali e nord-occidentali del mare ritirato.

Importanza culturale

Dal 2018, Moynaq ospita il Festival Stihia, il più grande festival di musica elettronica dell’Asia Centrale. La testata Vice Media lo ha descritto come:
“un rave techno in un cimitero di navi abbandonate”.
Il festival ha attirato migliaia di partecipanti, inclusi importanti DJ uzbeki ed europei. Nonostante condizioni meteorologiche difficili, come le tempeste di sabbia, l’edizione del 2022 ha avuto un notevole successo. La parola Stihia, che significa “forza inarrestabile della natura”, simboleggia sia la devastazione ecologica del Mar d’Aral, sia il potere unificante della musica. Accanto al festival si sviluppa anche il progetto Stihia N+1, che comprende discussioni e incontri su temi legati a:
  • arte
  • scienza
  • tecnologia
favorendo la collaborazione tra:
  • musicisti
  • artisti
  • scienziati
  • ingegneri
  • imprenditori

Luoghi simbolici

Memoriale del Mar d’Aral

All’estremità settentrionale della città si trova un Memoriale del Mar d’Aral, circondato dai relitti arrugginiti dei pescherecci. Questo “cimitero di navi” è oggi uno dei simboli più forti delle conseguenze economiche e ambientali della scomparsa del mare.

Museo di Moynaq

Il Museo di Moynaq ospita una collezione di:
  • dipinti
  • fotografie
  • reperti
che raccontano il passato prospero della città, mostrando industrie come:
  • la pesca
  • l’allevamento di animali da pelliccia
  • la produzione di stuoie di giunco

Fauna e ambiente

Nonostante i danni ecologici, la fauna selvatica è ancora presente nell’area. Tra le specie più emblematiche vi è la saiga, un’antilope in pericolo critico di estinzione, ancora osservabile in natura. Tuttavia, è seriamente minacciata da:
  • caccia
  • bracconaggio
soprattutto a causa delle sue corna traslucide, molto richieste nella medicina tradizionale cinese. Moynaq si trova inoltre lungo un importante corridoio migratorio per gli uccelli, utilizzato da specie che viaggiano da e verso la Siberia. Le zone umide salmastre vicino alla città, tra cui la zona umida di Sudochye, riconosciuta a livello globale come Important Bird Area (IBA), sono ideali per il birdwatching. Nella regione sono presenti circa 230 specie di uccelli, di cui 24 classificate come:
  • rare
  • vulnerabili
Tra queste figura anche il chiurlottello (slender-billed curlew), specie in pericolo critico.

Popolazione

Muynak aveva una popolazione di circa 13.000 abitanti nel 1991, salita a 18.196 nel 2012. Tuttavia, al 1° gennaio 2018, la popolazione era nuovamente scesa a circa 13.500 abitanti. A differenza della maggior parte delle città uzbeke, Muynak ha vissuto un trend costante di declino demografico. La maggior parte degli abitanti è composta da:
  • karakalpaki
  • uzbeki
  • kazaki
Tra le minoranze più piccole figurano:
  • tatari
  • turkmeni
  • altri gruppi etnici

Lingue

Sia l’uzbeko sia il karakalpako sono lingue ufficiali a Moynaq, come in tutto il Karakalpakstan. Il russo è comunemente utilizzato come lingua di comunicazione interetnica. Inoltre, l’inglese è diventato sempre più diffuso tra le persone che lavorano nei settori:
  • del turismo
  • dei servizi
riflettendo la crescente popolarità internazionale della città.

Trasporti

Muynak non dispone più di trasporto via acqua e il suo porto è inattivo. A sud-est della città esiste un piccolo aeroporto locale, operativo in modo irregolare. Il trasporto pubblico è limitato principalmente a:
  • minibus Daewoo Damas
  • taxi privati
  • servizi di trasporto con automobili

Festival Stihia (“Elemento”)

Il festival annuale “Stihia” (“Elemento”) è un evento non commerciale che unisce:
  • musica elettronica
  • arte
  • scienza
e si svolge proprio a Moynaq. La missione del festival è attirare l’attenzione sul disastro ecologico del Mar d’Aral e sostenere la rinascita della regione. L’evento riunisce:
  • musicisti
  • DJ
  • produttori
  • artisti
  • scienziati
nel tentativo di creare una nuova attrazione culturale e ambientale in questo luogo così straordinario. Dopo il prosciugamento del mare, il Festival Stihia è diventato l’evento più importante di Muynak. Si svolge nell’arco di due giorni nel celebre “cimitero di navi” ed è diventato molto popolare tra gli appassionati di musica elettronica. Uno dei momenti più simbolici del festival è il rogo cerimoniale di una grande installazione alta 10 metri che compone la parola “SEA”, simbolo di riflessione e rinascita.