Beshik – Tradizione di 2000 anni: La culla uzbeka
Video: https://www.youtube.com/watch?v=zEYnNQ1qwOg&t=34s
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Il nostro argomento di oggi riguarda la culla uzbeka, chiamata Beshik, e la splendida cerimonia ad essa collegata, conosciuta come Beshik tuy. Iniziamo subito!
La nascita di un bambino è un evento fondamentale per ogni famiglia. In Uzbekistan esiste una tradizione molto importante e colorata dedicata a questo momento: la nascita del primogenito viene celebrata con un antico rito, il Beshik tuy. Si tratta di una festa rituale che prevede il primo fasciatoio e l’adozione del neonato nella culla, detta Beshik, con la partecipazione di parenti, vicini e amici che collaborano alla preparazione.

Cos’è il Beshik?
Il termine “Beshik” indica la culla dove viene adagiato il neonato. Il Beshik riveste un ruolo fondamentale nella vita dei popoli turchici e persiano-taghiki, e la sua storia affonda le radici nel passato remoto. In quei tempi, quando non esistevano le condizioni necessarie per sopravvivere ai rigidi inverni e alle torride estati, era difficile mantenere in salute un neonato non abituato a tali variazioni climatiche; il Beshik lo proteggeva sotto la sua copertura, ed è per questo motivo che viene tanto apprezzato in tutta l’Asia Centrale.
Il Beshik è estremamente pratico e funzionale. Esteriormente, ricorda un arco a cupola, un richiamo simbolico tipico del mondo musulmano. La sua lunghezza media può essere di circa un metro, mentre l’altezza varia tra 40 e 60 centimetri. Viene decorato con coloranti naturali. La base, ovvero le sue gambe, ha la forma di un semicerchio per facilitare il dondolio del bambino, mentre una maniglia orizzontale, posta nella parte superiore, permette di cullare la culla e persino di appoggiarsi durante l’allattamento. Su di essa vengono appesi sonagli e giocattoli.
Il neonato viene adagiato a pancia supina nel Beshik. Dopo aver premuto le piccole manine contro il suo corpo, il bambino viene avvolto con un panno di bakhmal (velluto) e fissato alla base della culla. Le gambe vengono legate nello stesso modo, in modo che i glutei, non coperti da tessuto, siano posizionati direttamente sopra un vaso di ceramica, prevenendo così che il bambino si sporchi a causa degli escrementi.

Per deviare l’urina si utilizza un apposito tubo di legno chiamato Sumak. Questo viene fissato ai genitali del bambino e convoglia l’urina direttamente nel vaso. Esistono due tipi di Sumak, uno per i maschi e uno per le femmine; questo è fondamentale perché il corpo del bambino nel Beshik rimane sempre pulito e asciutto, liberando la madre dall’obbligo di cambiare frequentemente i pannolini.
Celebrazione del Beshik tuy
La nonna della madre, prima della cerimonia, acquista e decora il Beshik, preparando tutto il necessario per il neonato. Il giorno del rito, accompagnati dai suoni degli strumenti musicali nazionali – karnay, surnay, nogora e doira – i parenti della madre portano il Beshik e tutti gli oggetti indispensabili per il neonato: abiti, giocattoli, torte e dolci. Gli ospiti sono invitati nel salotto, attorno al tavolo dastarkhan. Durante il pasto festoso, si celebra il rituale del primo fasciatoio e dell’adozione del bambino nella culla, con la partecipazione delle donne anziane.
Il Beshik viene posizionato al centro della stanza; su di esso vengono stesi copriletti e cuscini, ed è posto al suo interno un vaso. Accanto alla testa del bambino, sotto il fondo della culla, si collocano una cipolla e una piccola pietra, per scacciare spiriti maligni e influenze negative.
La nonna che ha portato il Beshik prende il bambino in braccio e, intenzionalmente, lo posiziona dal lato sbagliato, domandando: “Lo mettiamo così?”. Tutti gli ospiti rispondono: “No, no!”. Poi, ancora dal lato sbagliato, chiede: “E così?”. La risposta resta: “No, no!”. Solo al terzo tentativo la posizionamento viene eseguito correttamente, e tutti rispondono: “Sì, sì!”. Il bambino viene adagiato nella culla e delicatamente legato; il legame viene sciolto e ripetutamente ripristinato affinché la madre impari a cullare il bambino senza errori, evitando così possibili lesioni o disagi.

Al suono di una ninna nanna, chiamata “alla”, il bambino viene cullato nella culla.
Secondo la tradizione, gli ospiti cospargono il Beshik di dolci tipici, come il Parvarda e il Navat (zucchero cristallizzato), affinché la vita del bambino sia lunga, gioiosa e felice. Infine, viene portato un issirik (harmala) ardente per la fumigazione rituale, per profumare l’ambiente e proteggere dal malocchio.
La festa è vivace e allegra, con melodie, canzoni e danze, accompagnate da conversazioni e scherzi. Al termine della festa, ogni ospite può avvicinarsi al Beshik con il bambino per donare un regalo speciale o semplicemente per congratularsi con la madre. Il lato dello sposo offre agli ospiti diversi doni, in un contesto festivo semi-ufficiale in cui il nome dell’ospite viene annunciato.
La cerimonia del Beshik tuy viene eseguita con l’obiettivo che il neonato conosca le sue sette generazioni e viva una vita lunga.
Al termine di tutti i rituali, gli ospiti se ne vanno e il rito si conclude.
In conclusione, in una famiglia uzbeka – come in molte altre – il tanto atteso bambino, che porta gioia a tutti con la sua nascita, comporta anche grandi responsabilità: deve essere protetto affinché cresca sano e intelligente, responsabilità che spettano naturalmente ai genitori. Sebbene si dibatta ancora oggi sull’uso del Beshik, esso rimane un elemento imprescindibile della famiglia uzbeka.

Speriamo che il video vi sia piaciuto. Questa è solo una piccola parte dei costumi legati al Beshik, poiché ogni regione dell’Uzbekistan ha tradizioni e usanze del tutto distinte.
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