FERGANA
- Coordinate geografiche: 40°23'11" N, 71°47'11" E
- Altitudine: 580 m
- Nomi precedenti: New Margilan, Skobelev
- Lingue diffuse: uzbeko, russo
- Lingua ufficiale: uzbeko
- Popolazione: 380.800 (2020)
- Nazionalità: uzbeki, tagiki, russi
- Fuso orario: UTC+5
- Prefisso telefonico: +998 73
- Codici postali: 1501XX
- Codice di immatricolazione veicoli: 40–49
Fergana (uzbeko:
Fargʻona, Фарғона, [farʁɒna]), scritta anche
Ferghana o
Farghana, è una città di livello distrettuale e il capoluogo della
Regione di Fergana, nell’Uzbekistan orientale. La città si trova a circa
320 km a est di Tashkent,
75 km a sud-ovest di Andijan e a meno di
20 km dal confine con il Kirghizistan. La città moderna fu fondata ufficialmente nel
1876.
Storia
Le prime testimonianze scritte che menzionano Fergana risalgono al
V secolo, anche se le prove archeologiche dimostrano che la regione era abitata già nel
periodo calcolitico. Nei secoli VI e VII, Fergana era sotto il controllo del
Khaganato Turco Occidentale. All’epoca, la popolazione era composta principalmente da
iranici orientali, anche se la migrazione di popolazioni turche nella regione era già iniziata.
La città di Fergana fu
rifondata nel 1876 dall’
Impero Russo come città di guarnigione, situata a circa
22 km a sud-est di Margilan. Inizialmente serviva come avamposto coloniale e fu chiamata
New Margelan, per poi essere rinominata
Skobelov nel
1907, in onore del governatore militare russo
Mikhail Skobelev. Nel
1924, dopo la repressione sovietica della resistenza
Basmachi, la città fu ribattezzata
Fergana, in riferimento alla provincia che amministrava.

La
Regione di Fergana è riconosciuta come uno dei principali centri dell’antica cultura uzbeka. Le scoperte archeologiche, comprese quelle dell’
Età della Pietra, mostrano l’uso precoce di strumenti nella valle. Gli scavi del
Grande Canale di Fergana hanno portato alla luce reperti significativi, tra cui manufatti dell’
Età del Bronzo e testimonianze di antiche forme di schiavitù e proprietà fondiaria.
Resti risalenti al
V secolo a.C. e al primo Medioevo sono stati rinvenuti a
Quva, un’altra città della regione. Nei secoli
X e XI, le fonti storiche descrivevano Fergana come una delle città più prospere della valle.
I reperti della
cultura di Chust, nota per l’agricoltura sedentaria e l’allevamento, rivelano ulteriormente le antiche tradizioni agricole della regione. Gli scavi mostrano che gli abitanti della zona erano
cacciatori, agricoltori e pastori, e che nel tempo svilupparono una cultura fiorente.
Sviluppi moderni
Durante la
Prima guerra mondiale, Fergana ospitò un campo russo per prigionieri di guerra, dove molti prigionieri tedeschi, austro-ungarici e polacchi morirono di
tifo.
L’industrializzazione della città prese slancio nel
XX secolo con la creazione di:
- un’industria tessile
- un impianto per fertilizzanti nitrici
Fergana divenne anche un importante centro per la
produzione petrolifera, con la costruzione della sua prima
raffineria di petrolio nel 1908. Oggi Fergana resta uno dei poli fondamentali della raffinazione del petrolio in Uzbekistan, con raffinerie modernizzate grazie a finanziamenti esteri per migliorare l’efficienza e ridurre le emissioni.

Il
Grande Canale di Fergana, costruito negli anni
’30 principalmente a mano, attraversa la parte settentrionale della città. Completato nel
1939, il canale ha un’importanza sia storica sia economica ed è stato ampiamente documentato dal fotografo
Max Penson.
Clima
Fergana ha un
clima arido fresco (
Köppen BWk), con
inverni brevi e freddi ed
estati calde.
- In gennaio, la temperatura media varia da −2,6 °C a 4,8 °C
- In luglio, le temperature medie vanno da 20,6 °C a 35,1 °C
Le precipitazioni annue sono molto limitate, circa
188 mm, e si concentrano soprattutto in
inverno e
primavera.
Popolazione
Nel
2014, Fergana contava
340.600 abitanti, risultando la
terza città più grande della Valle di Fergana. La composizione demografica è cambiata notevolmente nel tempo.
Inizio del XX secolo
Nel
1911, i
russi costituivano la maggioranza della popolazione (
63%), seguiti dai
Sart (
22%). Nel
1926, i russi rimanevano il gruppo più numeroso (
55%), seguiti da:
- uzbeki (21%)
- ucraini (4,6%)
- ebrei (3,6%)
Epoca moderna
Nel
2013, Fergana era diventata una città prevalentemente
uzbeka (
90%), con
316.268 uzbeki su una popolazione totale di
350.600 abitanti. Altri gruppi etnici presenti includono:
- russi (3,4%)
- tagiki (1,1%)
- coreani (0,7%)
- tatari (0,2%)
Sono presenti anche comunità più piccole di:
- azeri
- armeni
- ebrei
- tedeschi
- altre nazionalità
Dati recenti
Nel
2024, la popolazione di Fergana è stimata in circa
321.800 abitanti, in aumento rispetto ai
314.400 del 2023 e ai
299.200 del 2022. Gli
uzbeki costituiscono il gruppo etnico più numeroso, mentre i residenti di lingua russa rappresentano circa il
25% della popolazione.
Sport
Complesso sportivo Samo
Dopo l’indipendenza, l’Uzbekistan ha posto una maggiore attenzione allo sviluppo dello sport, la cui popolarità è cresciuta in tutte le regioni, compresa Fergana. Negli ultimi anni, la Regione di Fergana ha dato vita a numerosi
campioni mondiali e asiatici in diverse discipline, a testimonianza del crescente interesse per lo sport, soprattutto tra i giovani.

Nel
1991, la Regione di Fergana disponeva soltanto di
17 stadi; oggi conta:
- 46.759 campi da calcio
- 33 moderni campi da tennis
In città sono state costruite numerose infrastrutture sportive, tra cui:
- il Complesso Tennis Istiklol
- il Complesso Kimyogar
- una piscina
- lo Stadio Istiklol
tutti conformi agli standard internazionali.
Club sportivi
Fergana ospita due importanti club calcistici:
- FC Neftchi Fergana
- FK Istiqlol Fergana
Cultura
Architettura
Fergana si distingue dalle altre città della Valle di Fergana per le sue caratteristiche culturali e architettoniche uniche. La città ha una percentuale più elevata di
russi, coreani e tatari rispetto ai centri vicini, contribuendo al suo carattere particolare.

I suoi
ampi viali alberati, gli edifici risalenti all’
epoca dell’Impero Russo e l’uso frequente della
lingua russa negli spazi pubblici conferiscono alla città un’atmosfera sensibilmente diversa dal resto della regione.