Scoprite le Meraviglie Maestose di Haftkul, nei Monti Fann
Video: https://www.youtube.com/watch?v=K1o2sRHp2O4&t=169s
Ci sono molti luoghi incantevoli sul nostro pianeta, ma è raro imbattersi in posti dove, tra magnifiche montagne coperte di neve e circondate da foreste, si ergono laghi multicolori in cui l’acqua scintilla in tonalità che vanno dal verde al viola.
Da Samarcanda bastano solo 40–45 minuti in auto per raggiungere il confine con Penjikent, una città della provincia di Sughd, in Tagikistan.
Qui potrete ammirare il celebre Lago Haftkul – “Sette Laghi”. È possibile arrivarci da Penjikent; lungo il percorso, le cime dei leggendari Monti Fann – la parte più alta della catena Zarafshan – vi accompagneranno con il loro fascino.

Yuri Vizbor cantava di queste montagne:
“Ho lasciato il mio cuore nei monti Fann, ora cammino senza cuore attraverso le pianure,
e in tranquille conversazioni e in festosi banchetti sogno silenziosamente delle vette azzurre.”
Il peculiare incontro tra creste e lo scioglimento dei ghiacciai, la formazione di berm e di barricate moreniche, hanno dato origine ai laghi incastonati nei canyon dei Monti Fann. In questa zona si contano circa 30 laghi dalle acque trasparenti. Tra questi, i Laghi di Marguzor, noti anche come le “Sette Bellezze di Shinga”, si distinguono: sette laghi turchesi che si susseguono nella vasta valle del fiume Shing.
Il primo lago si chiama Mizhgon (“ciglia”). Si trova a 1640 metri sul livello del mare e la sua peculiarità risiede nel fatto che l’acqua cambia continuamente colore: al mattino il lago appare di un blu profondo, poi assume sfumature verdi, torna al blu e, infine, al tramonto diventa arancione.
Una leggenda narra che, molto tempo fa, in questa valle viveva un fabbro con sette figlie bellissime. Un giorno il sovrano locale si innamorò della figlia più giovane, ma lei non volle sposarlo. La condizione per il matrimonio fu che il sovrano costruisse un palazzo d’oro – una prova che egli, ossessionato dall’amore, riuscì a superare in soli 40 giorni. Tuttavia, nel giorno del matrimonio, la sposa, in segno di protesta, saltò dal tetto del palazzo. Dal punto dell’impatto nacque il Lago Mizhgon, mentre gli altri laghi si formarono dalle lacrime delle sue sorelle.
Un’altra leggenda racconta di sette divi – giganti fiabeschi dall’aspetto umano – che si innamorarono di sette bellezze della valle di Marguzor. Le ragazze, nel tentativo di sfuggire, implorarono l’intervento del dio, il quale le trasformò in laghi, e i divi in montagne.

Il secondo lago si chiama Soya (“Ombra”). Situato tra due imponenti rocce, rimane nell’ombra di esse; l’acqua vi filtra dai detriti che lo separano dal terzo lago, rendendolo meta ideale per un picnic.
Il terzo lago si chiama Khushyor (“Vigile”). Si dice che un tempo vi abitassero molti serpenti velenosi, tanto che i locali mettevano in guardia i viaggiatori. Oggi nessuno li ha più visti; un’altra interpretazione del nome fa riferimento alla strada tortuosa che conduce al quarto lago, invitando i viaggiatori a essere sempre vigili.
Il percorso continua verso il quarto lago, Nofin (“Corda ombelicale”), situato al centro della cascata. Secondo i racconti, Nofin a volte assume una tinta rossastra, per poi tornare al suo colore smeraldo. I locali credono che, in passato, qui fu versato il sangue di innocenti; se il colore dell’acqua non torna normale, gli anziani suggeriscono di sacrificare una capra o un gallo.
Dopo il quarto lago si apre la parte più affascinante della valle, dove si trova il piccolo villaggio di Padrud, famoso per l’allevamento e l’agricoltura.
Dietro Padrud si trova il quinto lago, il più piccolo dei Sette Laghi, chiamato Khurdak (“il piccolo”). Con soli 240 metri di lunghezza, le sue acque, di un pallido color latte, creano un’atmosfera quasi irreale.

Il sesto lago è Marguzor (“Prato”), il più grande dei sette, lungo 4,5 km e profondo fino a 45 metri. Le sue acque variano in mille tonalità, dal blu al turchese, e talvolta assumono una sfumatura rossastra, probabilmente a causa delle correnti sottomarine ricche di minerali.
Tra Marguzor e il settimo lago, Hazorchashma (“Mille Sorgenti”), vi è una distanza di circa 6,5 km, ma il percorso per raggiungerlo è estremamente ripido. Una leggenda narra che Hazorchashma esaudisca i desideri di chi lo raggiunge, realizzando i sogni più ambiti e portando felicità e prosperità. Intorno al lago crescono betulle, i cui semi si dice siano stati dispersi dagli uccelli; in epoca antica, la Grande Via della Seta passava proprio qui.
I fiumi Zarafshan e Shing scorrono attraverso profonde gole e canyon, regolati proprio da questi laghi. La flora locale comprende pioppi, betulle, corni, berberis, cinorrodi e ribes; le pendici e le valli sono ricoperte da vegetazione tipica di prati e steppa, dove crescono anche astragalo, chaire, artemisia, eremuro, menta e timo.

La valle di Haftkul attrae non solo per le sue montagne, fiumi e laghi, ma anche per la sua storia e i luoghi di pellegrinaggio. Attraverso il passo di Tovasang, dalla valle di Haftkul si apre la via per i laghi Kulikalon e Iskandarkul.
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