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Festival Primaverile Colorato – Boysun Bahori
Video: https://www.youtube.com/watch?v=uT3SvNq5HLM

L’Uzbekistan è un paese unico. Numerose attrazioni turistiche attirano ogni anno migliaia di visitatori. Oltre alle strutture storiche, l’Uzbekistan custodisce anche valori culturali immateriali. Oggi vogliamo raccontarvi di uno dei più celebri: la cultura della regione montuosa di Boysun, situata nel sud del paese.

Nel 2001, la cultura di Boysun fu proclamata da UNESCO come “Capolavoro del Patrimonio Culturale Orale e Immateriale”. In occasione di questo riconoscimento, dal 2002 si tiene ogni anno il festival folkloristico Boysun Bahori – la Primavera a Boysun.

La particolarità della cultura di Boysun risiede nelle sue antiche tradizioni, usanze e rituali, ancora perfettamente conservati in questa remota area montuosa. Qui si mantengono vive forme di folklore, danze, costumi tradizionali e canti, con molti elementi che risalgono all’epoca pre-islamica.

Il nome del festival deriva dalla piccola città di Boysun, situata nella regione di Surkhandarya, a circa 150 chilometri a nord del capoluogo regionale, Termez.

Se preferite viaggiare lungo percorsi meno battuti e amate godervi la natura e l’aria fresca di montagna, Boysun è ciò che cercate. Questo luogo è particolarmente affascinante in primavera, quando tutto fiorisce e si tinge di verde: un’occasione per staccare dalla frenesia cittadina e lasciarsi alle spalle le preoccupazioni.

Esistono numerosi sentieri escursionistici che offrono la possibilità di ammirare paesaggi montani spettacolari e meraviglie naturali.

Possiamo affermare con certezza che il Canyon di Boysun non è in alcun modo inferiore in bellezza al famoso Grand Canyon degli Stati Uniti.

Boysun è una piccola città circondata da catene montuose.
La città si trova a 12 chilometri dalla stazione ferroviaria omonima ed è stata proclamata città nel 1975, con una popolazione di circa 30.000 abitanti.

Tra l’altro, in quest’area, alla fine degli anni ’30 del XX secolo, nella grotta chiamata “Teshik Tash”, l’archeologo sovietico Alexei Okladnikov scoprì la sepoltura più rara di una ragazza neandertalica, un ritrovamento riconosciuto come unico in tutta l’Asia Centrale.

Inoltre, nel 2003, archeologi della spedizione scientifica di Boysun nella città di Kurganzol scoprirono i resti di un’antica fortezza del IV secolo a.C., fondata nella Battria settentrionale, in epoca di Alessandro Magno.

La città dispone di tutte le infrastrutture necessarie: asili, scuole, cliniche e altre istituzioni, oltre a imprese dell’industria leggera. Una delle principali attività economiche locali è l’allevamento, con particolare attenzione a pecore e capre; i prati montani offrono ottimi pascoli per gli animali domestici.

Il festival Boysun Bahori è stato avviato per preservare questa cultura unica e poliedrica nell’era della globalizzazione.

Il festival si svolge direttamente in montagna. Su una pianura montana viene allestito un grande campo con yurta, tipiche di questa zona, dato che gli antenati della popolazione locale erano nomadi e vivevano in yurta, rendendo queste strutture di grande importanza. Inoltre, vengono costruiti panchine, palchi e spazi per gli spettacoli.

Gli abitanti del luogo, ispirati dai paesaggi montani da secoli, hanno creato il loro folklore tradizionale, che include elementi sciamanici. Suonano strumenti musicali tradizionali, tra cui il più famoso è il Chankovuz o Labchang.

Il festival attira partecipanti non solo dalle regioni limitrofe, ma da tutto l’Uzbekistan, dalla CSI e dall’estero.

Durante il festival si organizzano vari giochi e competizioni tradizionali. Ad esempio, l’Ulak è un gioco a cavallo, noto anche come “rottura della capra”, poiché la carcassa di un ariete o di una capra macellata funge da pallone.

Gli abitanti si vestono con i loro migliori abiti tradizionali, caratterizzati da colori vivaci.

Il folklore consiste in canzoni tradizionali che celebrano la patria, l’amore e la felicità, accompagnate da strumenti tipici.

Vengono organizzati concorsi di arguzia e rime, interamente improvvisati.

Gli ensemble di bambini eseguono danze popolari e canti, indossando abiti tradizionali locali. Ogni dettaglio degli abiti tradizionali, sia maschili che femminili, dai copricapi alle scarpe, ha un proprio significato simbolico. Ad esempio, il copricapo maschile, per forma, ricorda una yurta (l’abitazione nomade), mentre la palette multicolore richiama i fiori di montagna, così belli in primavera. L’abbigliamento tradizionale femminile è ampio e la testa è coperta da uno scialle, in linea con le tradizioni islamiche.

Esistono anche gruppi folkloristici femminili che eseguono musica locale, a volte presentando non solo canzoni, ma vere e proprie rappresentazioni teatrali.

Durante il festival si tengono anche eventi sportivi: il Kurash, lo sport più amato in Uzbekistan, è visibile in questo contesto. Si tratta di una forma di lotta che, secondo le regole, ricorda il judo, anche se resta una questione aperta quale delle due discipline sia più antica.
L’obiettivo principale del kurash è far cadere l’avversario sulla schiena con una tecnica speciale, evitando prese dolorose. I lottatori indossano tuniche corte tradizionali e solitamente combattono scalzi.

È possibile anche assistere ai combattimenti dei galli da combattimento, con una razza particolare di galli allevati in Uzbekistan, chiamata “Kulangi”. Questi galli hanno un collo lungo, un becco potente e gambe molto robuste; sono addestrati appositamente e i loro combattimenti possono durare diverse ore, anche se di solito il perdente si ritira semplicemente.

Durante il festival si può inoltre ammirare l’artigianato locale: la produzione di lana, medicinali erboristici, tessitura di tappeti e altre attività vengono esposte chiaramente ai visitatori, mentre artisti e ceramisti mostrano le loro abilità.

Un’altra caratteristica di Boysun è l’arte del Bakhshi, ossia i musicisti speciali che eseguono l’epopea eroica “Alpomysh” in una forma particolare, utilizzando uno strumento a corde antico chiamato Dutar, che si traduce letteralmente in “a due corde”. Pur avendo solo due corde in seta o nylon, il Dutar è in grado di produrre una musica meravigliosa; i veri Bakhshi spesso eseguono le loro canzoni con gli occhi chiusi, entrando in uno stato quasi estatico.

Qui è possibile assistere anche a dimostrazioni di costumi locali: ad esempio, il rituale “Kelin – Salom” rappresenta il saluto degli ospiti da parte della sposa mediante inchini, una usanza ancora praticata in tutte le famiglie di Boysun.

Boysun sorprende non solo per la sua bellezza naturale e i paesaggi montani, ma anche per il calore e la gioia dei suoi abitanti, che hanno saputo preservare la propria cultura e tradizioni per secoli.

Per riferimento, il festival si tiene ogni anno in primavera, anche se in date diverse, quindi è bene informarsi in anticipo.
Vi aspettiamo a Boysun! Arrivederci.

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